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| La
San Vincenzo e la Chiesa locale |
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La San
Vincenzo è profondamente inserita nella vita della Chiesa, sia a livello
delle singole parrocchie che delle diocesi, con i presbiteri e con
i vescovi, allo scopo di favorire con ogni mezzo l'incontro della
comunità cristiana con i poveri. |
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Il vincenziano
lavora nella Vigna del Signore. Membro di un'organizzazione cristiana
e laica che possiede propri modi autonomi di attività, egli è partecipe
tuttavia della vita della comunità cristiana e cerca di apportarvi la
testimonianza di una carità viva al servizio degli umili, di chi non ha
voce, di coloro che non sono amati.
La Chiesa di Cristo è veramente presente nelle comunità locali di fedeli,
anche nelle più povere, piccole e disperse è sempre presente Cristo, per
virtù del quale si raccoglie "la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica"
(LG 26).
Dobbiamo, anche noi vincenziani, impegnarci affinché nelle rispettive chiese
locali si sviluppi il senso di appartenenza alla comunità e di comunione
con il vescovo, con il presbitero e con tutti i fedeli.
L'attività della San Vincenzo è resa efficace là dove si opera per un servizio
di promozione e di aiuto ai membri più disagiati della propria Chiesa particolare.
Va evidenziata sempre di più la "diocesanità". Per fare questo occorre
incarnare il nostro carisma dentro i problemi, le iniziative e le speranze
di ogni Diocesi.
Il servizio vincenziano ha come referente la Chiesa locale, affinché la
scelta degli ultimi sia evidenziata in un contesto territoriale ed ecclesiale
ben definito e concreto.
I nostri vescovi devono sapere che possono contare sul servizio che la San
Vincenzo offre nell'autenticità del suo specifico carisma, e devono poter
contare sempre sulla disponibilità dei vincenziani per tutte le iniziative
diocesane che si intraprendono per i poveri.
Inoltre, poiché la comunità cristiana non può dirsi tale se ognuno non accetta
gli altri, in spirito di umiltà e povertà, i vincenziani si adoperano
con ogni mezzo per favorire l'incontro dei cristiani con i poveri, gli
emarginati, i soli, facendosi nello stesso tempo voce di questi ultimi presso
i primi, affinché i loro problemi, i loro dolori, le loro ansie diventino
i problemi, i dolori, le ansie di tutta la comunità.
Pertanto, essi curano che la comunità possa ricevere, attraverso la meditazione
del Vangelo, la coscienza di un'autentica fratellanza tra tutti gli uomini
e soprattutto con i più bisognosi. In particolare non si stancano di proporre
la Parola di Dio sui poveri, non tralasciando altresì di promuovere, col
consenso dei Parroci, forme e occasioni concrete di solidarietà e di carità
di tutta la Parrocchia. Infatti, il rapporto di amore con i poveri non
è mai delegabile: tutta la comunità che voglia essere cristiana ne è
coinvolta.
Il cammino vincenziano è un unico cammino con e nella Chiesa per realizzare
l'immagine di Chiesa sacramento del Cristo povero, mettendo i poveri
al centro: nelle liturgie e nella proclamazione della parola, nelle strutture
parrocchiali e diocesane, negli organismi caritativi dove quasi sempre si
parla di loro senza di loro.
I vincenziani, infine, ben volentieri collaborano con quegli
altri gruppi che nella Chiesa locale si occupano dei poveri e partecipano
alla Caritas parrocchiale o diocesana, secondo le indicazioni dei vescovi.
E' utile promuovere incontri con le altre associazioni o gruppi operanti
nella medesima Chiesa locale, e partecipare ai Consigli Parrocchiali e diocesani,
recando in queste sedi la sensibilità propria dei laici e l'esperienza maturata
nel rapporto personale coi poveri. In tale senso i vincenziani sono non
solo disponibili alla piena collaborazione, ma anche propositivi di iniziative
comuni e adeguate alle varie situazioni e agli specifici problemi da affrontare.
Queste partecipazioni sono ritenute di prioritaria importanza.
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