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| La
San Vincenzo e la società |
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Nella
convinzione che soddisfare le esigenze della giustizia è la prima
forma di carità, la San Vincenzo si impegna in diversi modi a far
valere i diritti dei poveri e alla costruzione di una stato sociale
capace di prevenire le cause del disagio. |
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La presenza
dei poveri pone oggi problemi e responsabilità gravose alla società civile,
avendo essa come compito primario quello di promuovere una maggiore giustizia
sociale.
I vincenziani considerano proprio dovere adoperarsi perché l'azione pubblica
e politica a favore dei deboli si rafforzi e si estenda. Nella maggior
parte dei casi al fondo di ogni povertà vi è un'ingiustizia; la carità non
si oppone alla giustizia, ma anzi la esige e la completa.
"Noi dobbiamo anzitutto soddisfare le esigenze della giustizia, nel timore
di offrire in carità ciò che è già dovuto in giustizia" (A. A. 8).
Vi sono responsabilità che investono i vincenziani per il solo fatto che
essi sono e si presentano come cristiani. Appartenendo alla Chiesa, il cristiano
non è per nulla estraneo al mondo: al contrario, egli vi abita ed è, per
quando dipende da lui, responsabile della sua crescita e del suo sviluppo.
Il vincenziano, conoscendo da vicino le ingiustizie, le miserie, e in genere
lo stato di emarginazione dei poveri, avverte meglio e prima di altri l'urgenza
e l'importanza del suo impegno civile, che assunto in questo spirito
diviene momento essenziale e integrante dello stesso impegno vincenziano.
Eludere questo impegno, specialmente oggi, in un mondo in cui il bisogno
della compartecipazione operativa aumenta a ogni livello, rischia di apparire
una fuga dalle proprie responsabilità.
I vincenziani pertanto considerano loro dovere partecipare a ogni livello
alle varie organizzazioni che operano per il miglioramento della società
in ambito civile, politico, sindacale, ecc..
Responsabilità ulteriori verso la società gravano sui vincenziani come
gruppo di cristiani che si riuniscono per esercitare assieme la carità
e dare una testimonianza pubblica della carità fraterna della Chiesa. Essi
hanno il compito specifico di farsi voce dei poveri, in particolare
di quelli che non riescono a farsi sentire da soli e di cui nessuno si occupa.
A questo fine operano almeno in tre direzioni:
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Aiutare
i poveri a far valere i loro diritti verso la società civile,
facendo loro conoscere le provvidenze di vario tipo e gli aiuti di
cui possono beneficiare, dei quali la maggior parte di loro il più
delle volte non ha neppure sentito parlare |
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Farsi
voce dei poveri segnalando agli enti responsabili, locali,
regionali o nazionali, i bisogni, le ingiustizie, le disfunzioni più
gravi dell'attuale vita sociale, specialmente quelle che offendono
la dignità di chi è povero, solo, emarginato e troppo spesso ignorato
dalla società. I vincenziani sanno che la loro segnalazione agli amministratori
della cosa pubblica e ai politici sarà più efficace quanto più essa
sarà accompagnata da proposte concrete di intervento anche attraverso
l'aiuto di esperti e di tecnici secondo le necessarie competenze |
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Farsi
voce dei poveri presso l'opinione pubblica, al fine di concorrere
alla formazione di una più diffusa coscienza sociale e della solidarietà |
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Risponde, infatti,
alla vocazione cristiana fare in modo che il problema dei poveri,
dei soli, degli emarginati diventi un problema di cui l'intera società
civile e politica debba farsi carico.
Le forme e i modi di questa opera di sensibilizzazione possono essere vari
secondo i luoghi e le circostanze. Ove appaia necessario e opportuno, i
vincenziani non tralasciano di giungere attraverso la stampa e i vari mezzi
di comunicazione, anche alla denuncia pubblica di quelle ingiustizie gravi
che essi hanno conosciuto o incontrato.
Sempre ricordino che in ogni loro azione, anche verso la società civile
e politica, essi hanno motivazioni non ideologiche, ma di autentica carità
cristiana e che tutto deve svolgersi in modo da rendere testimoniata la
parola del Vangelo.
Infine, le dimensioni del nostro prossimo oggi si sono ampliate a livelli
mondiali. Il Terzo Mondo con i suoi studenti, i suoi lavoratori, i suoi
emigranti è presente in seno alle città più economicamente e tecnicamente
avanzate. L'impegno nelle iniziative della cooperazione è anch'esso considerato
come un'espressione della vocazione vincenziana. Nelle giovani comunità
cristiane dei "paesi del terzo mondo", l'ideale vincenziano guida già i
poveri a soccorrere efficacemente altri più poveri ed a vivere la dimensione
dell'amore cristiano.
In questo settore della società civile il volontariato vincenziano, come
tutto il volontariato cristiano, dunque, si impegna a:
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schierarsi
dalla parte dei poveri, difendere lo stato sociale secondo i giusti
limiti |
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attuare
una politica di prevenzione delle cause del disagio, collaborare con
le forze ecclesiali, sociali e politiche per risolvere i problemi
dei poveri |
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gestire
servizi di qualità secondo criteri di programmazione |
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possedere
una organizzazione efficiente e curare la propria formazione |
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