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L'impegno della
San Vincenzo nei confronti della famiglia è particolarmente importante
per le gravi condizioni, spirituali, morali, sociali ed economiche in cui
la famiglia si trova oggi.
Peculiarità della San Vincenzo è la vista domiciliare al povero,
ed attraverso la visita domiciliare, incontra spesso le famiglie: sempre
più in difficoltà economiche, per mancanza di lavoro, di abitazione,
per malattia. All'interno della famiglia poi permangono, o si aggravano,
anche fenomeni problematici o negativi come una generalizzata privatizzazione
ed enfatizzazione della sessualità; la disistima o addirittura il
rifiuto del figlio, l'aborto.
La San Vincenzo
in particolare, quale espressione di Chiesa, deve sentirsi interpellata
dal richiamo di Giovanni Paolo II nell'Esortazione Apostolica Familiaris
Consortio: "Un particolare sforzo per la famiglia sento di dover
chiedere ai figli della Chiesa. Essi che nella fede conoscono pienamente
il meraviglioso disegno di Dio, hanno una ragione in più per prendersi
a cuore la realtà della famiglia in questo nostro tempo di prova
e di grazia. Essi devono amare in modo particolare la famiglia".
E, ancora: "è forma eminente di amore ridare alla famiglia
cristiana di oggi, spesso tentata dallo sconforto e angosciata per le accresciute
difficoltà, ragioni di fiducia in se stessa, nelle proprie ricchezze
di natura e di grazia nella missione che Dio, le ha affidato".
L'accorata
esortazione del Santo Padre richiama dunque ogni vincenziano a fare esperienza,
innanzitutto nella propria famiglia, della gioia di "essere famiglia",
dell'impegno di costruire giorno per giorno quella comunione tra tutti i
suoi membri che si esprime proprio nell'accoglienza e nella cura di ogni
figlio, degli ammalati, degli anziani, nella condivisione delle gioie e
delle sofferenze e nella generosa apertura verso le altre famiglie.
Nelle visite domiciliari alle famiglie in difficoltà i vincenziani
devono poi esprimere quel supplemento di amore al quale il S. Padre chiama
tutti i figli della Chiesa, nell'impegnarsi in particolare nel comprendere
le loro difficoltà, nell'aiutarle, nel guidarle, nel dare loro coraggio,
in una parola dovranno fare in modo che le famiglie che visitano si sentano
abbracciate dall'amore e dalla sollecitudine di tutta la Chiesa.
Sarà
inoltre importante che le Conferenze collaborino con le associazioni ed
i movimenti che vivono il loro impegno nello specifico servizio alle famiglie
ed all'accoglienza e difesa della vita nascente.
Cos'è la Conferenza Famiglia
La Conferenza
Famiglia è una conferenza come tutte le altre, con la particolarità
di aver come membri attivi i nuclei familiari. E' una conferenza aperta
a tutte le coppie che desiderano vivere la carità insieme al proprio
coniuge ed ai propri figli in un contesto comunitario.
La conferenza famiglie inoltre si incontra in modo tale da rispettare e
favorire i ritmi familiari.
Gli scopi
- Stimolare
la fede individuale, di coppia e di famiglia attraverso la riunione
e il servizio alle famiglie povere
- Educare
i propri figli all'apertura verso il prossimo, specialmente quello più
bisognoso
- Vivere
l'esperienza cristiana con altre famiglie, condividendo il bisogno di
incontrare Cristo nel povero, sopperendo ai bisogni materiali, spirituali,
morali, delle famiglie più povere
- Promuovere
nel contesto sociale la solidarietà nei confronti degli ultimi
attraverso un impegno attivo di tutta la famiglia
- Confrontare
opinioni su problemi etici legati al mondo della famiglia (aborto, divorzio,
procreazione responsabile etc.) cercando di ricostruire insieme una
visione cristiana dei fatti che accadono nel mondo
- Conferenza
Famiglia è anche il luogo in cui le coppie di divorziati, divorziati
risposati e conviventi possano trovare un ambiente in cui vivere il
proprio cammino di Fede. La Carità è forse il primo luogo
in cui tali coppie possono constatare questa accoglienza
- Assistenza
privilegiata ad altri nuclei famigliari che versano in condizione di
bisogno, materiale, morale e spirituale. Con particolare attenzione
alla condizione femminile talvolta penalizzata in situazioni di miseria
e soprattutto attenzione ai minori
- Operare
in coesione sociale, favorendo l'inserimento delle famiglie seguite,
specialmente quelle extracomunitarie, nella comunità sociale
e parrocchiale. In particolar modo incoraggiare i loro figli a frequentare
le strutture socio-educative (asili nido, scuole materne) e sportive
(es. polisportive parrocchiali) della realtà in cui vivono al
fine di integrarli nella comunità.
Come realizzare
gli scopi
- Conferenze
(incontri) periodici per condividere: un momento di preghiera, un momento
formativo, un momento di confronto sulle famiglie seguite, una semplice
cena per concludere
- Il momento
formativo, che deve essere ben curato con riferimenti alla Parola e
con richiami ai santi vincenziani, il beato Ozanam, san Vincenzo de
Paoli ed altre figure fondamentali nella Chiesa da conoscere attraverso
i loro stessi scritti.
- La visita
a famiglie bisognose (anche, ove possibile, accompagnati dai figli):
il rapporto diretto con famiglie nel bisogno, preferibilmente coetanee,
è spontaneo e mezzo necessario per la crescita spirituale delle
famiglie. La condivisione e comprensione di un gran numero di problematiche
appartenenti al mondo delle famiglie moderne, dà l'occasione
ai vincenziani di essere efficaci nell'aiuto proposto alle persone seguite.
- Risposta
ai bisogni delle famiglie, non solo finanziari, ma attraverso strumenti
culturali, esperienziali, spirituali
- Partecipazione
attiva ad iniziative di pastorale diocesana: es. l'essere presenti all'interno
degli organi della pastorale diocesana come l'ufficio per la pastorale
familiare
I Figli
Particolare
attenzione nelle conferenze famiglie deve essere rivolta alle attività
dei figli. I figli vengono animati su temi o attività di carità
cristiana, a turno da uno dei genitori presenti.
I figli sono membri attivi ed importanti nelle Conferenze ed il loro intrattenimento
non può avere le parvenze di un babysitteraggio. Scopo delle conferenze
è anche la loro educazione, effettuata in modo adeguato secondo
i bisogni della loro età, alla carità, alla solidarietà,
alla condivisione e all'attenzione all'ultimo.
La riunione
tipo
Non
esiste un modo unico per organizzare la riunione di Conferenza. Ogni Conferenza
si organizza sulla base delle esigenze delle singole famiglia. Sono soprattutto
le esigenze dei bambini a condizionarla (ad esempio, gli impegni scolastici
che consigliano di spostare la riunione al Sabato piuttosto che la Domenica
a pranzo). Quello che è importante è che la riunione sia
"distesa" e quindi non sia l'orologio a farla da padrone. Anche
i vari momenti (preghiera, formazione, formazione dei figli, discussione
sulle famiglie da aiutare) devono essere vissuti con serenità e
tranquillità. Ecco perché si consiglia anche di consumare
insieme il pranzo o la cena fra un momento e un altro.
Il
momento del cibo dovrebbe essere un momento di condivisione (il classico:
ognuno porta qualcosa) ma che non costringa la famiglia ospitante a dover
passare la maggior parte del tempo dietro i fornelli. Una buon pasto fra
amici si può organizzare con piatti freddi o da scaldare: l'importante
è che a scaldare l'ambiente ci sia l'amicizia e la carità.
Un incontro
"tipo" (puramente indicativo, si può fare anche in altri
modi) potrebbe essere il seguente:
- Ritrovo
e preghiera iniziale coi figli (che poi si ritirano con il genitore
che per quell'incontro li animerà)
- Formazione
spirituale (con l'Assistente spirituale, se c'è, con i sussidi
scelti precedentemente)
- Cultura
Vincenziana e Formazione specifica (ad esempio: vademecum vincenziano,
lettere di Ozanam, approfondimenti sociali)
- Momento
della Carità con condivisione dei casi delle famiglie visitate
nella settimana precedente
- Cena
conviviale
- Post
Cena: note organizzative e preghiera finale.
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