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La Federazione Nazionale Società di San Vincenzo De Paoli: i poveri
"Sembra che per amare si debba veder, e noi non vediamo Dio se non con gli occhi della fede, e la nostra fede è così debole! Ma, gli uomini, ma i poveri, li vediamo con gli occhi della carne, sono qua e noi possiamo mettere il dito e la mano nelle loro piaghe e i segni della corona di spine sono visibili sulla loro fronte, e noi dovremmo cadere ai loro piedi e dire loro con l'apostolo: Tu sei il mio Signore e il mio Dio. Voi siete i nostri padroni e noi saremo i vostri servitori, voi siete per noi l'immagine sacra di quel Dio che non vediamo, e non sapendolo amare in altro modo, noi l'ameremo nella vostra persona" (a Louis Janmot, Lione, 13 novembre 1836).

"L'assistenza onora, quando congiunge al pane che nutre, la visita che consola, il consiglio che illumina, la stretta di mano che ravviva il coraggio abbattuto; quando tratta il povero con rispetto, non come un eguale ma come un superiore, giacché egli sopporta ciò che forse noi non sapremmo sopportare, giacchè si trova fra noi come un inviato di Dio per provare la nostra giustizia e la nostra carità e per salvarci mediante le nostre opere" (da "L'Ere Nouvelle" - in Oeuvres Complètes, vol. VII - Mèlanges pag. 239).

"Oh, quante volte, preso da qualche sofferenza interiore, tormentato dalla mia salute gravemente deteriorata, colmo di tristezza, io sono entrato nella casa di un povero affidato alle mie cure, e là, alla vista di tante miserie che meritavano più compassione di me, mi sono rimproverato il mio scoraggiamento, mi sono sentito più forte contro la mia sofferenza, e ho ringraziato quel povero che mi aveva consolato e ridato forza alla vista delle sue miserie. E come, dopo allora, io l'ho amato ancora di più" (discorso alle Conferenze di Firenze, gennaio 1853).

 
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