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Federazione Nazionale Società di San Vincenzo De Paoli: il sociale e le riforme politiche |
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"La questione
che divide gli uomini dei nostri tempi, non è più una questione di forma
politica, è una questione sociale: si tratta di sapere chi vincerà: o lo
spirito di egoismo o lo spirito di sacrificio; se la società non sarà altro
che una sfruttamento a profitto dei più forti o una consacrazione di ciascuno
al servizio di tutti. Ci sono molti uomini che hanno troppo e che vogliono
avere ancora; ce ne sono ancora molti di più che non hanno niente e che
vogliono prendere se non si dà loro niente. Tra queste due classi di uomini
si prepara una lotta e questa lotta minaccia di essere terribile: da una
parte la potenza dell'oro, dall'altra la potenza della disperazione. Tra
queste due armate nemiche dobbiamo precipitarci noi, se non per impedire,
almeno per attenuare lo scontro. La nostra età di giovani e la nostra media
condizione ci rendono più facile questo compito di mediatori che ci è imposto
come obbligo dal nostro titolo di cristiani" (a Louis Janmot, Lione, 13
novembre 1836).
"Certamente noi dobbiamo tentare di arrivare alla radice del male e cercare,
attraverso sagge forme sociali, di ridurre la miseria diffusa. Ma noi siamo
convinti che la conoscenza delle riforme…debba essere appresa non tanto
riflettendo sopra i libri o discutendo tra i politici, ma andando a visitare
le soffitte in cui vivono i poveri, sedendo al capezzale del moribondo,
sentendo il freddo che essi sentono e apprendendo dalle loro labbra la causa
dei loro dolori. Quando noi avremo fatto questo non soltanto per pochi mesi,
ma per molti anni, quando noi avremo studiato i poveri nelle loro case,
nelle scuole e negli ospedali non solo in una, ma in molte città, allora
noi cominceremo a capire un po' del difficile problema della povertà. Allora
avremo il diritto di proporre riforme che, invece di suscitare il terrore
nella società, porteranno pace e speranza a tutti" (all'Assemblea Generale,
Parigi, 14 dicembre 1848 - Bulletin, vol. I, pag. 147).
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