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Federazione Nazionale Società di San Vincenzo De Paoli: la carità e giovani |
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"Voi avete dei
discepoli ricchi. Quale utile lezione per fortificare i cuori molli, quale
benefico spettacolo mostrare loro dei poveri, mostrare loro nostro Signore
Gesù Cristo non solo in immagini dipinte dei più insigni maestri, o su altari
risplendenti d'oro e di luce; ma mostrare loro Gesù Cristo e le sue piaghe
nelle persone dei poveri!
Spesso abbiamo parlato della debolezza, della frivolezza, della nullità
di uomini anche cristiani. Ma io sono certo che sono così perché una cosa
è mancata nella loro educazione. Una cosa che a loro non si è affatto insegnata,
una cosa che essi conoscono soltanto di nome e che occorre aver visto soffrire
dagli altri per imparare a soffrirla quando presto o tardi verrà. Questa
cosa è il dolore, è la privazione, è il bisogno… Occorre che questi signorini
apprendano che cosa è la fame, la sete, lo squallore d'una soffitta; occorre
che vedano dei miserabili, dei fanciulli malati, dei fanciulli in pianto.
Occorre che li vedano e che li amino. O tale spettacolo sveglierà qualche
battito nel loro cuore, o questa generazione è perduta. Ma non si deve mai
credere alla morte d'una giovine anima cristiana. Non è morta, ma dorme"
(al P. Tommaso Pendola, Antignano, 9 luglio 1853).
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