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La Chiesa dei poveri
"La sapienza della Chiesa e la sincerità del suo amore per i poveri risplendono precisamente nel fatto che essa conosce troppo l'estensione dei loro mali ed è troppo compenetrata dei loro dolori per credere di riuscir mai a mettervi fine. Ecco perché riabilita una condizione che non spera di sopprimere, ecco perché circonda la povertà col rispetto della terra e le promesse del cielo" (Les Origines du Socialisme - Mélanges, Oeuvres Complètes, vol.VII, pag. 921).

"I santi erano pazzi d'amore. Il loro amore smisurato abbracciava Dio, l'umanità, la natura e, considerando che Dio si era fatto povero per vivere nella terra, che una gran parte dell'umanità è povera e che la natura stessa, pur nella sua magnificenza, è povera in quanto soggetta alla morte, anch'essi hanno voluto essere poveri: è proprio dell'amore rendersi simile, per quanto possibile, alle cose amate. E noi, amico carissimo, non faremo nulla per assomigliare a questi santi che amiamo?" (a Louis Janmot, Parigi, 13 novembre 1836 - Un'ampia parte di questa lettera è diventata la seconda lettura della celebrazione della liturgia delle ore e della messa in memoria del beato F. Ozanam nel giorno 9 settembre).

 
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