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Venerabile Paolo Pio Perazzo
Venerabile Paolo Pio PerazzoAnche il "ferroviere santo", Paolo Pio Perazzo, il cui decreto dell'eroicità delle virtù è stato firmato da Giovanni Paolo II il 6 aprile 1998, fu membro della San Vincenzo dove operò prima nella conferenza del Corpus Domini e poi in quella di San Secondo.

Paolo Pio Perazzo nacque a Nizza Monferrato il 5 luglio 1846 da famiglia della borghesia provinciale.
A 14 anni fu assunto presso la stazione ferroviaria di Pinerolo e successivamente, grazie alle capacità organizzative dimostrate, venne chiamato a Torino presso la divisione del traffico. Per più di 20 anni svolse le mansioni di capo ufficio, conquistando la stima e l'affetto dei compagni di lavoro per la sua competenza, l'onestà e la solidarietà dimostrata verso di essi. Il suo comportamento invece suscitò l'invidia dei superiori che si opposero agli avanzamenti di carriera da lui maturati, boicottando le promozioni che gli sarebbero spettate. Nel 1908 Perazzo denunciò alla Direzione delle Ferrovie, le angherie ricevute, ma il suo ricorso ebbe come risultato la messa a riposo anticipata, a soli 52 anni, dopo 37 anni di servizio.

La sua formazione religiosa iniziò presso il convento dei Cappuccini di Pinerolo, dove divenne, nel 1875, terziario francescano.
Fu legato da grande amicizia a Leonardo Murialdo col quale collaborò alle iniziative di apostolato tra i giovani. Nel 1871 fu tra i primi soci del Circolo della Gioventù Cattolica Beato Sebastiano Valfré dove, su sua iniziativa, furono fondate, tra l'altro, l'Opera delle Biblioteche circolanti, gli oratori per il catechismo ai fanciulli e la Società degli Operai cattolici. Entrò nella Conferenza di San Vincenzo del Corpus Domini il 23 febbraio 1874, dove "ritenne come obbligo imprescindibile l'intervenire alle adunanze, sacrificando tutto, anche le funzioni religiose, pur di non mancare a quelle riunioni".
Il Perazzo svolse anche una intensa attività giornalistica collaborando con "L'unità cattolica" e con "L'emporio popolare". Nel 1874 fondò, ancora col Murialdo "L'Indicatore cattolico", e quindi "La voce dell'Operaio" che poi divenne "La Voce del Popolo". Scrisse inoltre anche numerosi opuscoli e manuali di preghiere.
Sorto poi il Comitato Promotore delle Unioni Cattoliche Operaie per la diocesi di Torino ne fu eletto vice presidente. Fu poi membro di direzione dell'Opera dei Congressi. Nel 1881 entrò a far parte del Consiglio Generale della Società "La Benefica", associazione di mutuo soccorso con lo scopo di investire in beneficenza gli utili risultanti dai capitali investiti. Fu ancora socio dell'Unione Operaia Cattolica di San Secondo e quando vi fu eretta la chiesa parrocchiale vi fondò un oratorio e la locale Conferenza di San Vincenzo, lasciando quella del Corpus Domini.
Insomma non c'era sodalizio od opera che non lo vedesse partecipare direttamente o indirettamente con contributi finanziari.
Nel 1886 istituì l'Asilo per ogni classe di poveri ed ammalati per ospitare coloro che non avevano trovato posto nella Piccola Casa del Cottolengo. L'Opera tuttavia incontrò molte difficoltà ed ebbe vita breve. Fondò poi la Pia Unione contro la bestemmia ed il turpiloquio, modellandola su quella già esistente in Roma dal 1846. Per molto tempo vagheggiò una forte organizzazione cattolica per i ferrovieri italiani. Nel febbraio del 1910 assieme ad alcuni ferrovieri fiorentini riuscì a stampare il primo numero della rivista cattolica per i ferrovieri "Direttissimo". La rivista fu il primo passo per coronare il suo sogno: nell'ottobre dello stesso anno diede vita al Sindacato Nazionale tra i ferrovieri cattolici italiani.

Per meglio comprendere lo spirito di carità del Perazzo e la sua ansia di apostolato verso tutti le categorie della società, può essere significativo un brano tratto da un suo scritto:
"Raccomandiamo vivamente ai cattolici di volersi, nella varietà delle buone opere cui attendono e che dimostrano al vivo la fecondità della nostra santa religione, riunire tutti in una sola mente ed in un sol cuore, incoraggiandosi e sostenendosi a vicenda nel lavorare per la gloria di Dio e per la salvezza delle anime".
L'ultima sua opera fu la costituzione dell'Opera dell'Adorazione quotidiana di cui, nel 1891 fu nominato presidente.
E fu proprio durante il suo soggiorno a Roma per presentare alla Santa Congregazione lo statuto del sodalizio, che iniziò l'agonia che lo portò alla morte in pochi giorni.
Il 1° novembre 1911, a Roma, rientrando a casa dopo una benedizione eucaristica, fu morso da un piccolo cane; subito non diede peso al fatto, colpito poi da leggera febbre, alcuni giorni dopo fu anche visitato all'Istituto Antirabbico della capitale ma anche qui non fu dato peso al fatto. Il 7 novembre giunse a Torino dove intraprese la cura antirabbica, ma ormai era troppo tardi. Pochi giorni dopo iniziò una paralisi alle mani che ben presto si estese a tutto il corpo. Si spense il 22 novembre 1911.
Nel verbale del Consiglio Particolare della San Vincenzo di Torino del 29 novembre 1911, si legge: "Il Presidente annunzia con dolore la morte del Confratello Paolo Pio Perazzo, della Conferenza di San Secondo, per il quale verrà celebrata la S. Messa venerdì 8 corrente…..". Il rito funebre fu celebrato dall'Arcivescovo di Torino Mons. Agostino Richelmy.


 
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