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Il servizio ai poveri
Amore di San Vincenzo per i poveri
I poveri, che non sanno dove andare, non sanno che cosa fare, soffrono già tanto e vanno crescendo sempre più di numero, sono il mio peso e il mio dolore.
(a Renato Alméras C.M.)

I poveri e la salvezza
Non possiamo assicurar meglio la nostra eterna felicità che vivendo e morendo nel servizio dei poveri, tra le braccia della Provvidenza ed in un esercizio di continua rinunzia a noi stessi per seguire Gesù Cristo.
(a Giovanni Barreau C.M., console di Francia ad Algeri)

Non elemosina, ma promozione
Vi prego di aiutare i poveri a guadagnarsi la vita, dando loro qualche utensile con cui lavorare alla mietitura. Potreste raccomandare loro di preparare qualche pezzo di terra, ararlo e concimarlo e di pregare Dio che mandi un po' di semente da gettarvi; e, senza promettere ancora nulla, dar loro speranza che Dio vi provvederà. Vorremmo che anche tutti gli altri poveri che non hanno terra, si potessero guadagnare da vivere, tanto gli uomini che le donne: dando agli uomini utensili per lavorare, alle donne e alle ragazze delle macchine per tessere/en della filaccia e della lana da filare. La Compagnia non intende fomentare la pigrizia dei poveri validi, né delle loro famiglie: perciò non darà loro se non il necessario per integrare il modesto guadagno del loro lavoro. Quelli che saranno trovati a mendicare durante la settimana nelle strade o nelle chiese, o di cui le Dame avranno fatto giusti lamenti, non avranno nulla la domenica seguente.
(a Fl. Giovanni Parre C.M.)

L'aiuto alle ragazze in pericolo di prostituirsi
Vi dico sinceramente, e dopo aver ben riflettuto, che giudico cosa degna e lodevole la proposta che vi è stata fatta e il desiderio che il Signore ve ne mette nel cuore.
Prima di tutto perché l'opera è in se stessa santissima, trattandosi di porgere una mano ad anime che sono sulla via di perdersi e che disonorano continuamente Iddio e andrebbero a riempire l'inferno. Voi le trarrete fuori dal pericolo di dannazione in cui si trovano, facendole vivere come vuole Dio, ed esercitando così l'ufficio di strumento secondo di redenzione, e conducendole come per mano alla gloria che il Signore ha loro acquistato col suo sangue prezioso; ufficio tanto grande davanti a Dio ch'Egli l'ha stimato degno del Figlio suo e solo capace di farlo discendere dal cielo sulla terra.
Voi mi potrete opporre che l'ufficio alla "Maddalena" non sembra convenire alle Figlie di Santa Maria. Al che rispondo che l'adoprarsi per la salute delle anime è proprio dei figli di Dio; e poiché nostro Signore giudicò degna della sua bontà e di quella della Vergine Maria la cura della Maddalena, non bisogna dubitare che non sia conveniente alle Figlie di Santa Maria fare lo stesso.
Noi dobbiamo stimare onorabile tutto quello che nostro Signore e la santa Vergine hanno fatto; e poiché l'uno e l'altra hanno avuto cura della Maddalena, voi potete onoratamente, in faccia a Dio e in faccia al mondo, lavorare per la salvezza di quelle figliuole. Del resto mi are che il Signore vi abbia donato una grande partecipazione al suo spirito con l'avervi fatto conoscere l'importanza di quest'opera così da amarla e dedicarvi ad essa utilmente.
(a Suor Maria Eufrosina Turpin, della Visitazione)

la visita ai poveri
Temo che l'avere una casa nella quale si distribuiscono i soccorsi e i rimedi ai poveri e ai malati rechi danno all'opera delle Figlie della Carità. Avverrà che le sorelle non si prenderanno più pensiero d'andare a visitare i malati a casa loro.
(a S. Luisa de Marillac)

I malati
Non possiamo trovare un mezzo più efficace per mostrare la bellezza e la santità della religione cattolica quanto costruire centri di accoglienza per i malati.
(a Bernardo Codoing C.M.)

 
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