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| Lo
stile personale del Vincenziano |
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Dal
carisma della Società di San Vincenzo deriva il carisma o stile
di vita del vincenziano: farsi in qualche modo povero nell'uso dei
propri beni, accettare impegni e modi di comportamento all'interno
dell'Associazione, capacità di riconoscere i propri limiti
ed errori, disponibilità ad imparare il nuovo. |
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Certamente
la parola povertà ha un significato complesso e talvolta ambiguo:
si può dire a livello personale che la povertà è una
condizione economica; ma essa è altresì una disposizione interiore!.
Non si può entrare in dialogo coi poveri se non si è a
nostra volta per qualche verso, poveri. Lo spirito di povertà
è, innanzi tutto, uno spirito di partecipazione: la volontà
di non trattenere le ricchezze senza farne buon uso. E' una forma di povertà
sentire le nostre ricchezze, i nostri talenti, destinati al servizio del
bene comune e, prima di tutto, al servizio del nostro prossimo: i poveri.
Questo spirito di partecipazione si esprime almeno nella volontà
di spartire effettivamente qualche cosa: uno dona il suo tempo e pratica
la virtù della disponibilità; un altro dà il suo denaro,
questi dona il suo sapere, quegli mette a disposizione la propria salute,
quest'altro dona il conforto che irradia dalla sua persona.
Questi aspetti incidono profondamente sul carisma personale d'ogni
vincenziano. Ma è inoltre vero che, affinché esso diventi
operante è necessario che ogni vincenziano lo riceva da Dio come
un dono personale, che lo conosca bene, che se ne renda conto, che
lo approfondisca e lo assimili in modo che lo possa esprimere naturalmente,
spontaneamente, liberamente.
Ci sono delle virtù proprie che venivano già raccomandate
da San Vincenzo e che si rivelano ancora oggi veramente indispensabili per
prendere contatto con i nostri fratelli che sono nel bisogno, come umiltà,
semplicità, dolcezza, mortificazione e zelo.
Un particolare spirito di servizio nei confronti della stessa Società
di San Vincenzo deve animare tutti i soci vincenziani. Questo spirito si
esprime in vari modi, dalla condivisione di tutte le decisioni prese collegialmente
ai vari livelli, all'assunzione di eventuali responsabilità organizzative
ed operative e alla piena disponibilità alla rotazione delle varie
cariche sia di Conferenza che di Consiglio nel rispetto delle norme statutarie,
tra cui anche l'accettazione alla nomina di Presidenti di Conferenza e di
Consiglio.
Il vincenziano sa che:
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Occorre
cambiare noi stessi per cambiare gli altri |
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Occorre
molta umiltà per riconoscere i nostri errori e molto coraggio
per non sbagliare più |
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Occorre
molta docilità per imparare il nuovo e molta fortezza per resistere
alla tentazione del vecchio e tradizionale; molta inventiva per tracciare
una strada mai percorsa e molta pazienza di fronte a risultati anche
molto modesti. Ma è la strada che il Signore ci indica e sulla
quale Lui ci precede, ed è perciò una strada di speranza |
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