Le strade di Khulna raccontano storie di difficoltà quotidiana. Bambini fragili, anziani soli e persone costrette a lottare per sopravvivere. Khulna, terza città più importante del Bangladesh, è un centro urbano in rapida crescita, ma con profonde disuguaglianze sociali ed economiche. Circa il 40% della popolazione vive sotto la soglia di povertà, mentre il 20% degli abitanti risiede in baraccopoli, spesso esposte a inondazioni e prive di servizi essenziali.
L’accesso ad acqua potabile sicura e a servizi igienico-sanitari rimane limitato: 82% dei poveri non ha acqua pulita e 91% delle famiglie non dispone di un sistema di gestione dei rifiuti adeguato.
La città è vulnerabile anche a problemi sanitari: la diffusione della dengue, trasmessa dalle zanzare, è particolarmente critica durante la stagione delle piogge, con circa 3.850 ricoveri e 23 decessi registrati nell’ultimo anno. A questo si aggiungono altri problemi di salute cronici legati alla malnutrizione, al diabete, alle malattie respiratorie e alle conseguenze della tubercolosi, spesso aggravati dalla scarsa disponibilità di cure mediche.
In questo contesto di povertà, vulnerabilità sanitaria, molte famiglie hanno bisogno di assistenza costante e vicinanza.
Progetto Dispensario delle Suore Blu di Khulna: cura, attenzione e fraternità
Le 'Suore Blu', grazie al costante sostegno del Consiglio Centrale di Ribera della Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV, operano ogni giorno per rispondere agli innumerevoli bisogni.
Le consacrate, che appartengono al Movimento contemplativo missionario di Charles De Foucauld, offrono cure mediche continuative e assistenza sociale ai malati di tubercolosi, ai bambini con disabilità o epilessia, alle persone con gravi disturbi mentali e agli anziani soli, spesso abbandonati dalle proprie famiglie. Vengono seguiti anche pazienti con diabete e altre malattie croniche, garantendo monitoraggio e terapie costose che molti non potrebbero permettersi autonomamente.
“Continuiamo a curare i malati di tubercolosi, ma accogliamo anche tante persone con bisogni diversi. Ogni paziente ha una storia, e ciascuno merita attenzione e rispetto”, scrive Suor Maria Teresa, referente del progetto.
Un approccio che va oltre la medicina
Oltre alle cure fisiche, le 'Suore Blu' promuovono unità, fraternità e dialogo interreligioso, collaborando quotidianamente con vicini musulmani e induisti. L’attenzione al rispetto e alla dignità di ogni persona è centrale in un contesto urbano fragile, caratterizzato da povertà, disparità sociali e tensioni culturali. Il loro operato contribuisce ogni giorno a costruire un luogo di umanità condivisa mostrando come la solidarietà possa diventare forza e speranza concreta per la comunità.
Solidarietà concreta e speranza
Il progetto Dispensario delle 'Suore Blu' non è solo cura medica: è attenzione, dignità e speranza in una città dove le sfide quotidiane sono tante e spesso invisibili.
La missione quotidiana dimostra come si possa trasformare la vita delle persone: bambini curati che tornano a scuola felici, anziani assistiti che non rimangono soli, malati cronici monitorati con attenzione.
“Grazie al vostro sostegno possiamo curare tante persone che da sole non ce la farebbero. Il Signore vi ricompensi e vi assicuriamo la nostra preghiera per ciascuno di voi”, conclude Suor Maria Teresa.