Le strade di Khulna, la terza città più importante del Bangladesh, continuano a raccontare storie di profonda disuguaglianza sociale ed economica. In questo centro urbano, dove circa il 40% della popolazione vive sotto la soglia di povertà e le baraccopoli sono prive di servizi essenziali, l’accesso alla salute rimane un diritto per pochi. La malnutrizione, le malattie respiratorie, il diabete e la tubercolosi gravano sulle famiglie più povere, spesso costrette ad affrontare un sistema sanitario pubblico intasato e il business in crescita delle cliniche private.
In questo scenario così complesso, le "Suore Blu" – appartenenti al Movimento contemplativo missionario di Charles De Foucauld – rappresentano un porto sicuro. Sostenute dal costante e storico aiuto del Consiglio Centrale di Ribera della Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV, le consacrate operano ogni giorno nel loro Dispensario portando cura, attenzione e fraternità senza fare alcuna differenza di religione o di provenienza.
Dalla missione ci è appena giunta una nuova, toccante lettera di Suor Maria Teresa, che vogliamo condividere con voi per mostrarvi l'impatto concreto del vostro sostegno in questi mesi così difficili.
Una doppia prova di resistenza: il clima e la crisi sociale
Il Bangladesh ha vissuto di recente un cambio di governo che ha portato molte promesse, ma per ora la popolazione non vede benefici: la vita è sempre più cara, faticosa e instabile. A questo si aggiunge la morsa del clima. “Siamo nei mesi più caldi”, scrive Suor Maria Teresa, “la fatica per i bengalesi e per noi è sempre una doppia prova di resistenza. Le nostre forze si riducono, ma la nostra presenza qui continua con il tentare la condivisione della vita con i nostri fratelli più poveri. Condividere la sofferenza della gente non è facile e sovente sentiamo la nostra impotenza”.
La lotta contro la tubercolosi e l'abbandono sanitario
Il cuore del Dispensario pulsa nel soccorso ai malati più gravi, a partire da quelli affetti da tubercolosi, in un contesto in cui lo Stato sembra fare un passo indietro. “Arrivano malati molto gravi, e sentiamo venir meno l'interesse dei medici del governo. Gli ospedali pubblici sono intasati e il commercio delle cliniche è in aumento. Sovente accompagniamo i malati in ospedale, è duro vedere le lunghe file di gente che attende la visita del medico, i volti tristi perché non riescono a provvedere alle medicine o agli esami costosi”.
Le Suore Blu non si arrendono e moltiplicano gli sforzi. Accanto ai malati di tubercolosi, la loro azione quotidiana si estende a:
- Anziani soli e abbandonati, che non avrebbero altra assistenza.
- Bambini con handicap, epilessia o gravi problemi psichiatrici.
- Malati cronici e diabetici, garantendo terapie che da soli non potrebbero mai permettersi.
- Mamme vulnerabili e neonati, che necessitano di latte e cure pediatriche vitali.
Una goccia d'amore che genera vita
Nonostante la durezza della realtà, la lettera di Suor Maria Teresa si chiude con un messaggio di infinita gratitudine, documentato anche da alcune fotografie che la stessa suora ci ha inviato dal campo, scattate con estremo pudore e rispetto per chi soffre.
“Certo che non possiamo arrivare a tutti, ma almeno cerchiamo di aiutare qualcuno mettendo una goccia di amore nei cuori di chi soffre. Seguiamo molti bambini che hanno bisogno di latte e cure varie. Li accompagniamo per un periodo, fin quando hanno bisogno. È bello vedere i bambini riprendere vita con un nutrimento adatto, o le cure necessarie. Tutto grazie anche al vostro aiuto. Spesso incontro persone che sono state curate molti anni fa, riconoscenti per l'aiuto ricevuto. È bello aver potuto donare vita e speranza”.
La missione delle Suore Blu a Khulna ci ricorda che la solidarietà vincenziana è un flusso continuo che non si ferma davanti alle distanze né alle difficoltà del clima. Grazie a tutti voi per essere, insieme a noi, quella goccia d'amore che restituisce dignità e futuro.
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