Cari amici,
qualche mese fa vi abbiamo raccontato il sogno della Casa della Speranza. Oggi, con il cuore colmo di gioia, vogliamo mostrarvi che quel sogno ha aperto il suo cantiere: i lavori sono ufficialmente iniziati!
Grazie al contributo dei nostri sostenitori, le prime pietre sono state posate.
Guardate queste immagini: ogni momento che ripercorriamo è un passo concreto lontano dalla strada, dalla fame e dal pericolo per i bambini di Bahia.
In questa regione arida del Brasile, dove Padre Vincenzo Lumetta opera da 37 anni, la Casa della Speranza non è solo un edificio: è la risposta tangibile a una povertà estrema. È la promessa che i 300 bambini del Centro Sant’Annibale avranno finalmente un luogo sicuro dove crescere, studiare e giocare, protetti dai rischi della strada.
I lavori procedono spediti e i sorrisi di chi lavora al cantiere restituiscono una piccola parte del nostro ringraziamento.
Continueremo a tenervi aggiornati su ogni muro che si alza. Grazie per aver trasformato una speranza in realtà!
LA CASA DELLA SPERANZA: Un sogno da realizzare!
Padre Vincenzo Lumetta, Missionario Rogazionista, nel 2016, insieme alla Comunità religiosa rogazionista, ha fondato il Centro di Convivencia Sant’Annibale. Qui vengono accolti 300 bambini e bambine in condizioni di vulnerabilità, di età compresa tra i 4 e i 18 anni, in regime di semi-internato. Questo luogo, offrendo pasti nutrienti, un’istruzione adeguata e un ambiente pulito e accogliente, rappresenta per loro un'ancora di salvezza.
Il numero di bambini e bambine che bussano ogni giorno alla porta del Centro continua a crescere. Le strutture attuali non bastano.
Per questo, Padre Vincenzo ci affida un grande sogno: costruire “La Casa della Speranza”, una sala ricreativa dove i bambini possano trascorrere il pomeriggio in serenità, al riparo dai pericoli della strada, dalla violenza e dall’abbandono scolastico.
Uno spazio sicuro, un rifugio in cui trasformare storie di sofferenza in racconti di speranza. Qui i bambini potranno giocare, studiare, ricevere una merenda e, soprattutto, vivere l’infanzia che ogni bambino merita.
Le attività educative e formative proposte nelle sale coinvolgeranno anche le giovani mamme e gli anziani attraverso laboratori di formazione professionale di cucito ma anche corsi di ceramica, musica, lettura, doposcuola e cucina.
La storia di Bruno
Bruno è un bambino allegro e vivace di sei anni, capace di catturarti con il suo sguardo dolce e profondo, carico di una silenziosa richiesta d’amore. È nato in una favela della grande San Paolo, dove i suoi giovanissimi genitori si erano trasferiti in cerca di fortuna prima di cadere nella spirale della droga. La madre, per sostenere la sua dipendenza, chiedeva l’elemosina agli angoli delle strade e ai semafori, portando con sé il piccolo Bruno.
Cresciuto nel degrado e nella sporcizia, dopo l’allattamento materno si è nutrito quasi esclusivamente di fagioli e farina di manioca: non c’era altro. Il suo corpo ha dovuto adattarsi in fretta a una realtà di abbandono e privazioni.
Due anni fa, in una torrida giornata d’estate, Padre Vincenzo lo ha trovato lungo una strada, malnutrito e senza forze. Lo ha accolto come un figlio al Centro di Convivencia Sant’Annibale di Bahia, dove Bruno ha scoperto per la prima volta il significato di amore, calore umano e amicizia.
Storie come la sua sono comuni al Centro. Ognuna è unica, ma tutte raccontano il dolore di giovani vite già profondamente segnate.