Le trasmissioni “Agorà” e “Porta a Porta” hanno raccontato l’impegno silenzioso e quotidiano di nostri volontari.
In vista della nona edizione della Giornata Mondiale dei Poveri, che si celebreranno domenica 16 novembre, e della Colletta Alimentare, le trasmissioni Rai “Agorà” e “Porta a Porta”, in collaborazione con il Banco Alimentare, hanno rivolto lo sguardo all’impegno della Società di San Vincenzo De Paoli, mettendo al centro storie, volti e relazioni segnati dall’indigenza economica.
«Ho un po’ di vita». Sono le parole di ringraziamento pronunciate da Giuseppe, un anziano torinese di oltre 80 anni, davanti alle telecamere di Agorà, mentre riceve un pacco alimentare consegnato dai volontari della Società di San Vincenzo De Paoli. Le sue parole racchiudono il senso più autentico dell’essere volontari: quel gesto concreto non è solo un aiuto immediato, ma l’espressione di una vicinanza duratura, di una relazione che restituisce dignità e speranza.
Insieme a Giuseppe, anche Annamaria, un’altra anziana, beneficia di questo aiuto e anche la sua storia viene raccontata dalla trasmissione di Rai 3.
I loro vissuti – diversi, ma uniti dallo stesso filo di umanità – parlano di incontri che cambiano la vita, di porte che si aprono, di una rete di persone che non lasciano soli gli ultimi. Come Renato Bertini, uno dei Confratelli della Società di San Vincenzo De Paoli ripreso durante un momento del suo servizio quotidiano: la visita a domicilio. Un gesto semplice, fatto di attenzione e cura, che racconta meglio di mille parole l’anima delle Conferenze di San Vincenzo: un aiuto che punta alla nascita di una relazione, non all’assistenzialismo.
Anche Porta a Porta ha voluto dare voce a questa esperienza di prossimità. Da Milano, la volontaria Anna Taliente, impegnata da anni accanto alle famiglie in difficoltà, ha descritto con lucidità la nuova povertà che attraversa la città: «Famiglie che prima riuscivano ad arrivare a fine mese, adesso non ce la fanno più».
Dietro quelle parole ci sono storie di sofferenza, ma anche il lavoro silenzioso e costante di una comunità che da quasi due secoli trasforma l’ascolto in presenza, la solidarietà in amicizia, l’aiuto in rinascita.
Da 192 anni, infatti, la Società di San Vincenzo De Paoli è accanto agli ultimi, ai vulnerabili, agli invisibili. Ogni giorno più di 12mila soci e volontari si fanno prossimi all’umanità ferita, raggiungendo oltre 30.000 famiglie – più di 100.000 persone – in tutta Italia.
Li incontrano nelle loro case, negli ospedali, nelle residenze per anziani, nelle carceri e nelle strade, portando con sé non solo aiuti materiali, ma soprattutto se stessi, il loro ascolto, il rispetto e l’amicizia.
Perché la consegna di un pacco viveri o di un aiuto economico non è mai il fine dell’incontro, ma solo un mezzo per costruire un legame duraturo, capace di generare fiducia e speranza.
Accanto a questo servizio quotidiano, la Società di San Vincenzo De Paoli promuove una rete di opere di carità: accoglienze temporanee, condomini e negozi solidali, mense, dormitori, ambulatori, borse lavoro, laboratori di cucito e cucina, centri doposcuola e perfino una stireria solidale.
Come ricordava il beato Federico Ozanam, fondatore delle Conferenze di San Vincenzo: «L’assistenza umilia quando si preoccupa soltanto di garantire le necessità terrene dell’uomo, ma onora quando unisce al pane che nutre, la visita che consola, il consiglio che illumina, la stretta di mano che ravviva il coraggio abbattuto, quando tratta il povero con rispetto» (L’Ere Nouvelle, 1848).
È questo il volto che le trasmissioni Rai hanno voluto mostrare: quello di un’Italia silenziosa ma viva, che ogni giorno si fa carico delle fragilità e costruisce legami che restano.
Perché la carità, non è un gesto ma una relazione e attraverso ogni incontro nasce l’opportunità di generare una vita nuova.

