Verona sarà la Capitale italiana del volontariato 2027. Una notizia che non è solo un titolo, ma una responsabilità. E una promessa.
La città scaligera è risultata vincitrice del bando nazionale promosso da CSVnet, superando le candidature di Napoli e Perugia. Un riconoscimento che premia una storia fatta di impegno, relazioni e prossimità concreta.
Verona ha oggi l’opportunità di diventare un vero laboratorio di innovazione sociale: un luogo in cui la rete di associazioni ed enti già presenti potrà rafforzarsi, contaminarsi, generare nuove risposte ai bisogni. Perché il volontariato non è solo ciò che si fa. È ciò che si costruisce insieme.
In questo cammino, la Società di San Vincenzo De Paoli è già protagonista sul territorio: 37 Conferenze attive, 347 Soci e 118 Volontari.
«Oltre alla vicinanza alle famiglie fragili del territorio attraverso la Visita al domicilio e i centri d’ascolto – dichiara la Presidente del Consiglio Centrale di Verona Franca Erlo – a Verona sono operative la scuola di sartoria Santa Caterina, la gestione del guardaroba San Leonardo del carcere di Montorio e il guardaroba Santa Veronica». Numeri che raccontano molto. Ma non tutto. Perché dietro ogni numero c’è un volto. Una storia. Un incontro che cambia la vita – di chi riceve e di chi dona.
La Federazione Nazionale Italiana Società di San Vincenzo De Paoli ODV, presente in tutta Italia con 896 Conferenze, 81 Consigli Centrali e 3 Opere Speciali, da 193 anni cammina accanto alle persone più vulnerabili. Ogni anno 30.000 famiglie seguite, 100.000 persone accompagnate. Non con assistenza fredda, ma con amicizia. Non con risposte standard, ma con relazioni che aprono strade.
Verona 2027 sarà allora molto più di un evento. Sarà un invito a guardare il bisogno negli occhi, a trasformare la fragilità in occasione di incontro, a
riscoprire che il Volontariato non è tempo che si perde, ma è vita che si moltiplica.